Attualità Politica Salute

L’estate 2017 ha visto la nascita ed il consolidarsi di molti movimenti nati dal basso in difesa della libertà di scelta in tema vaccinale.

Tutto nasce dall’opposizione a quello ai più noto come ‘Decreto Lorenzin’ che, sulla base di una ‘presunta’ epidemia di morbillo, ha trovato un solido appoggio bipartisan per essere approvato in tempi sorprendentemente rapidi, e concedetemi sospetti, tenendo conto della proverbiale lentezza giurassica della legislazione italiana.

Migliaia di cittadini hanno marciato uniti e compatti nella calda estate italiana illuminando con le fiaccole della protesta le principali città dello stivale come i piccoli centri. Pesaro l’8 luglio 2017 rappresenta dinanzi all’intera nazione il simbolo accorato della tenacia di quasi centomila persone dinanzi alle prove tecniche di una palese dittatura vaccinale. La maggioranza dei cosiddetti ‘Freevax’ non ha mai contestato la validità dei vaccini, ha sempre e solo posto in evidenza il fatto che, finché c’è un seppur minimo rischio di reazione avversa, deve esserci il diritto alla libertà di scelta, e la presenza di un margine di rischio nessuna comunità scientifica potrà mai negarlo né tanto meno può farlo ipocritamente lo Stato italiano che nel 1992 ha istituito un fondo ad hoc per i danneggiati. Nessuno immaginava che sui vaccini si potesse scatenare una così ampia reazione avversa, una partecipazione diffusa che ha preso in contropiede parecchi scettici delle alte sfere che avevano sottovalutato un piccolo ma non insignificante particolare, agli italiani puoi togliere il lavoro, i risparmi e pure la dignità, ma i figli non si devono toccare perché la famiglia è sacra, è territorio offlimits per la chiesa e ancor di più per lo Stato.

Tuttavia, nonostante la strenua opposizione pubblica e la risonanza ottenuta in ambito internazionale, il 28 luglio 2017 il parlamento italiano ha votato la Legge 119 che ha esteso l’obbligatorietà a 10 vaccinazioni per i minori di età inferiore ai 16 anni. Lo scotto maggiore è stato riservato ai bambini della fascia d’età 0-6 anni che si sono visti preclusi l’accesso scolastico in assenza di vaccinazioni fino a qualche mese prima volontarie e, soprattutto, in assenza di una reale emergenza sanitaria. Esclusione, discriminazione, emarginazione, diritto all’infanzia negato così come nella peggiore tradizione delle leggi razziali in auge nel periodo più buio della storia italiana.

È innegabile che un provvedimento così forte, basato su un trattamento sanitario obbligatorio, abbia presto portato i suoi frutti con l’innalzamento della copertura vaccinale in quasi tutte le regioni italiane, con grande vanto del ministero della Salute che si è speso oltre l’inimmaginabile affinché il benessere dei bambini italiani, soprattutto quelli immunodepressi, fosse tutelato contro quelle malattie esantematiche che i loro genitori avevano superato indenni nel suo decorso naturale.

Il ricorso alla Corte Costituzionale nel novembre 2017, che non è sceso nel merito della questione della palese violazione di una corposa serie di articoli basilari della nostra Costituzione per motivi tecnici e politici che non sto qui ad elencare, ha fornito un ulteriore smacco alla popolazione accorsa a Roma e che nella Consulta aveva posto fiduciosa aspettative che sono state puntualmente disattese.

Ma il popolo della libertà di scelta non si è arreso nemmeno di fronte a questo palese muro di gomma, forte delle proprie convinzioni e dell’interesse prioritario al centro di ogni protesta, la richiesta di Informazione, Sicurezza e Trasparenza sui vaccini oltre che la Personalizzazione dei piani vaccinali dinanzi ad un atto invasivo e non del tutto innocuo per i bambini quanto per gli adulti. Ebbene si, anche la popolazione adulta ha dovuto fare i conti con un massiccio quanto scriteriato programma vaccinale, come dimostrato dalla relazione finale della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito pubblicata agli inizi di febbraio. Il paradosso palese e difficile da mandare giù è che lo Stato metta nero su bianco la pericolosità insita nella pratica vaccinale per i militari italiani ma neghi assolutamente, quindi senza alcun ombra di dubbio, che gli stessi vaccini possano arrecare un qualsiasi danno rilevante alla popolazione pediatrica.

Ed eccoci quindi giunti alla tappa più importante per la resistenza del Popolo della libertà di scelta, quella che si spera abbia qualche valida ripercussione sulla imminente giornata elettorale del 4 marzo in cui gli italiani proveranno a uscire fuori da anni di oppressione e soprusi votando quel cambiamento che, ora più che mai, si avverte come intimamente necessario.

Quindi mettetevi comodi, la tappa più emozionante del nostro viaggio sta per cominciare…

Roma 24 febbraio 2018

Ti sembra quasi di toccarla quella trepidazione che illumina i volti, quella febbre che pervade i pensieri. Te la senti addosso uno, cento, mille volte mentre avvampa dentro e ti fa sentire parte di un unico grande cuore che pulsa. Grandi e piccini guidati da un unico scopo: inondare la città eterna al grido di ‘Libertà’.

In questi mesi abbiamo rinunciato alla tranquillità soporifera della coscienza, abbiamo riattivato il nostro pensiero critico alla luce di un ragionevole dubbio, non ci siamo accontentati della verità che volevano propinarci per tener mansueto il gregge.

Eppur si avanza. La pioggia non ci ha fermato, nè vi è riuscita l’assenza di chi si è perso lungo la strada del facile compromesso.

Passo dopo passo. Nonostante i detrattori illustri, i riflettori di comodo, gli articoli di propaganda.

Siamo giunti a Roma dopo mesi di fermento, una valanga di voci e colori. E’ stato un ritrovarsi dopo essersi a lungo cercati. Strette in un unico abbraccio le storie dei presenti e di chi oramai non è più al nostro fianco: è innegabile, questo è stato anche il giorno della memoria ed il luogo del sorriso malinconico per i suoi ospiti d’onore, Ferdinando Imposimato, Giorgio Tremante e Giuseppe Genovesi il cui ricordo nei cuori di tutti gli astanti si è fatto presenza tra musica, immagini e parole.

La luce del tramonto ci ritrova sopravvissuti, ognuno con il proprio bagaglio di ricordi, gioie e delusioni ed un biglietto di sola andata verso aspettative da soddisfare, pronti per il viaggio con negli occhi già la prossima meta.

Da domani, comunque vada la battaglia, saremo dei sopravvissuti, porteremo sul nostro cuore l’ennesima tacca per dimostrare a noi stessi e a Dio che quella era l’unica cosa giusta per cui battersi e soffrire. Morire no, la speranza di un cambiamento sarà dura da spegnere, la sete di riscatto e la ferrea volontà di tutelare il futuro dei nostri figli difficilmente ci vedrà soccombere alla rassegnazione. 

Voi che dall’alto della vostra sufficienza ci osservate in attesa di un cedimento, rassegnatevi e deponete le armi. Perché tenetelo bene a mente: noi siamo ‘disobbedienti per amore’. Ecco il motore pulsante del nostro dissenso e la ragione per cui non frenerete mai l’onda della libertà di scelta: l‘amore!

 

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